Posterous theme by Cory Watilo

Social network, non propriamente un media

Sette

Si stanno muovendo un po' come il buon Mario nell'immagine.

"Calpestando" cioè l'essenza degli strumenti che usano.
Al di la dei giudizi morali anche condivisibili espressi nell'articolo che vedete, il punto è sulle modalità di attuazione di azioni su gli strumenti social.

"E' l'ultima frontiera del marketing...consiste nel pagare i ragazzini perchè promuovano Fanta, Nintendo, Barbie e svariati altri marchi sulle pagine dei social network che frequentano..."

I punti sono due:
  • se l'essere "pagati" non traspare allora vi sono rischi per la stessa immagine aziendale
  • ma anche se ciò è manifesto, rimane che si tende ad usare gli utenti come mini-media
Certo si può fare advertising a pagamento sui social network, sperando in un marketing di interruzione su utenti a target, oppure usare collaboratori per comunicare su queste piattaforme...quello che credo è che bisogna tornare all'essenza delle cose.

Il passaparola amplificato dalla piattaforme social è e deve rimanere un fenomeno naturale.
Bisogna studiare come supportare tale fisiologica dinamica senza sperare di forzarla.

Fare grandi prodotti, innovare, creare condivisione nelle scelte di prodotto e comunicazione. Questi sono fattori che creano buzz.

O quantomeno pensate ad azioni che siano realmente virali, chiedetevi cioè:
perchè la gente ne dovrebbe spontaneamente parlare?

Fino a che non avrete dato una sensata risposta a questa domanda,
non potrete dire di avere in mano una campagna social di successo!