Internet ed aziende, alcune verità.
E' sempre bello leggere idee in cui credi.
Quando ti dici quanto è vero.
Quello che vi voglio raccontare è proprio uno di questi casi, pur essendo ben conscio che è spesso più utile leggere punti di vista differenti.
Il riferimento è ad un bellissimo pezzo di Federico Ferrazza apparso su L'Espresso del 11 Marzo 2010.
Il titolo "In Internet mi gioco L'AZIENDA".
Un concetto che non vuole certo invalidare il canale quanto semmai attribuire a quest'ultimo il ruolo centrale nelle sorti di una azienda.
Mi piace sottolineare anche la fonte.
Un magazine indiscutibilmente autorevole e tradizionale nell'accezione più nobile del termine, che ha prodotto una disamina approfondita ed estremamente moderna sul canale web. Uno scritto giornalistico molto ben confezionato a partire dalla ricca documentazione per culminare alla lucidità di analisi.
Coerentemente con quanto appena detto mi limiterò a riproporre alcuni passi con qualche mia osservazione.
"Ormai internet è il primo medium dove le persone si fanno un'idea su qualcosa che vogliono acquistare. E sul web trovano altri consumatori-testimonial, in positivo o in negativo.
Una tendenza che sta anche nei numeri dell'Osservatorio sulla multicanalità 2009 (a cura di Nielsen, Connexia e Politecnico di Milano) secondo il quale la rete assume un'importanza crescente soprattutto nella fase pre-acquisto: il web è il canale di informazioni sui prodotti per il 22 per cento dei consumatori italiani e la fonte principale per l'85% degli utenti di internet."
Quanto in grassetto misura la forza del fenomeno che non va letto come innamoramento, tendenza all'uso del nuovo strumento web.
No, la gente ha capito che ha a disposizione tanti pareri terzi sui prodotti ovvero opinioni vere di altri consumatori.
Domanda: cosa conta di più tra la comunicazione dell'azienda che vende il prodotto e il consumatore che lo usa? E' un quesito retorico se pensate a quando volete acquistare un telefono e chiedete lumi all'amico che già lo ha comprato.
"...in Italia - a parte pochi casi di eccellenza - le società faticano a capire come usare il WEB".
La solita arretratezza del sistema paese ma anche un'opportunità per i precursori.
I primi a cogliere il fenomeno godranno di un forte vantaggio competitivo.
"Da noi ancora non si comprende che la relazione con i consumatori in rete può portare a prodotti migliori con i consigli di quelle stesse persone che useranno l'articolo"
Non arrovellatevi in ricerche, non teorizzate, chiedete cosa vuole chi comprerà il vs prodotto.
Leggete cosa dicono del vs prodotto e cogliete le migliorie che si possono apportare.
Questo è un concetto moderno di ricerca di mercato.
"Anche in Italia, comunque, ci sono casi di eccellenza nell'uso del web 2.0 - dice Iabichino - sono anni ad esempio che WeBank (gruppo Bipiemme, ndr) dialoga con i suoi clienti per offrire un servizio migliore..."
Ecco il punto: DIALOGARE con i clienti potenziali e non. Non chiudersi nelle sale riunioni ma interagire con la rete di consumatori che comunque, anche senza di noi, parleranno dei ns prodotti.
Le aziende non devono aver "paura", devono credere nei loro prodotti e lavorare bene nel loro sviluppo.
La rete è un'opportunità non un pericolo!