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Dario Ferrigato

Dario Ferrigato

Dario Ferrigato (Linkedin Profile) is Senior Consultant at (ADVB Strategic Minds), a worldwide network of indipendent marketing consultants.
Dario can be reached
via email at d.ferrigato(at)advboucle.com
on social media:

Ricercate nuovi mercati, incominciando da quelli più vicini: la Turchia.

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Ancora una volta mi appoggio alle competenze e alla produzioni editoriali di testate economico-finanziarie di riferimento.

In questo caso si tratta di un eccellente articolo di Guido Salerno Aletta apparso su Milano Finanza del 28 Agosto.
Assist turco per l'Italia il titolo e passaggio invitante per dare seguito al mio stimolo alle imprese a cercare nuovi mercati di sbocco.

La vicina Turchia cresce a ritmi entusiasmanti, è in testa nelle ore lavoro settimanali e nell'aumento della produttività.

Aletta svolge un profondo paragone tra l'Italia anni 60 e la Turchia di oggi.
Come per il bel paese allora, operatori e analisti cominciano a dar il giusto peso ai soli numeri, + che a preconcetti rimandi ad una gloriosa storia passata.
Come 50 anni fa eravamo l'estremo confine con il socialismo reale, oggi Ankara interfaccia l'Europa con il mondo islamico e ne manifesta le conseguenti frizioni.

Con maggiore attualità il punto non è tanto nell'allargamento ad oriente dell'Unione, a cui tra l'altro personalmente sono contrario come coloro che lo vedono figlio o di utopie o di interessi contrari all'Unione stessa.
Si tratta in realtà di vedere la comunione di interessi tra il ns paese e la Turchia.
Noi schiacciati nella periferia di una Europa da sempre concentrata sulla forza dell'asse franco-tedesco, la Turchia nel continuo dentro e fuori da una Unione a cui, come indicato, ancora forse fisiologicamente non appartiene.

Bisogna ripercorrere la storia, puntando ad un nuovo baricentro ovvero l'Unione Euro Mediterranea.
L'Italia deve essere protagonista nel confronto commerciale con tutto il bacino del Mediterraneo ed in primis con quei paesi come la Turchia che crescono con forza e continuità.

Ma come ben dice, sempre su Milano Finanza, Luca Gualtieri in un articolo tecnico in calce al precedente:
"Ignoranza e luoghi comuni sono i peggiori nemici di chi fa impresa.
Soprattutto se l'imprenditore decide di puntare il timone verso l'estero per sbarcare su nuovi mercati"
.

Parole che considererei come base di un nuovo manifesto sul fare impresa.
Oggi i mercati sono più complessi, più ampi anche geograficamente.
E' necessaria una maggiore conoscenza che chiamo quasi una nuova cultura nell'impresa.

Comprendere i mercati di interesse con propedeutiche ricerche, non basarsi su preconcetti o sbrigativi approcci operativi.
Partire dalle realtà più vicine, strategiche e affini storicamente come la Turchia.

Ricercate nuovi mercati!

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Mi faccio introdurre in maniera autorevole da due titoli di articoli comparsi sul sito de IlSole24ORE la scorsa settimana.

Per Scaroni il mondo non è affatto in crisi. "Sono in difficoltà solo l'Europa e mezza America" (sito IlSole24ORE, 27 agosto 2010)

Impregilo: punta a grandi opere in America Latina, Panama, Abu Dhabi  (sito IlSole24ORE Radiocor ore 18:06, 27 agosto 2010) 

Riprendo testualmente l'approfondimento dell'AD di ENI attingendo dal testo dell'articolo: 

"Il mondo non è in crisi. Sta crescendo con un tasso fenomenale: c'è una crisi in Europa e mezza negli USA...Penso che si stai attenuando...ne usciremo più lentamente ma prima se saremo in grado di essere più competitivi con quella parte del mondo che la crisi non ce l'ha".

In sintesi:
dobbiamo cogliere l'opportunità rappresentata da quella parte del mondo che cresce.

Non mi voglio addentrare in questioni politiche o macro-economiche, ne tanto meno mi permetto di sminuire una crisi che continua a farsi sentire.
Gli USA crescono meno delle previsioni, le ultime dichiarazioni di "casa" FED lo confermano e manifestano le armi sempre più spuntate della politica monetaria, c'è chi paventa lo spettro della deflazione.
L'Europa traballa tra la pressione dei debiti degli stati sovrani e le sue oramai ataviche difficoltà post unificazione monetaria.

Ma in questo fosco quadro rimane il dato positivo, incontrovertibile, rappresentato dalla ripresa della locomotiva tedesca in gran parte dovuto ad una impennata dell'export.
La Germania ha saputo ben introdursi in quei mercati capaci ancora di esprimere una domanda forte anche di beni strumentali. 

In questa direzione vanno anche le future scelte di Impregilo, orientate in America Latina e Medio-Oriente.

Trovare mercati esteri che crescono, studiarli e valutarne un ingresso.

Questo è uno stimolo che voglio lanciare ad imprenditori e manager pur nella piena consapevolezza che le realtà estere si colgono a pieno solo in concerto con azioni governative e associative.

Condurre però una ricerca di mercato in talune realtà estere di interesse
è comunque, a mio parere, uno dei migliori investimenti che una azienda può fare oggi.

Nuove professioni: l'esperto in social network.

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Nelle bizzarrie dell'offerta informativa estiva mi è capito di leggere che in talune realtà turistiche si sta affermando la professione di esperto in abbronzatura.

Tempi di esposizione, fattori di protezione, formule di idratazione e chissà quali altre dritte che ci potranno giungere dal ns guru della tintarella...

L'esordio un po' scherzoso, forse anche a causa dell'invidia generata dal mio soffrire di eritema solare, mi serve per dissipare ogni dubbio sulla competenza posta in oggetto.
Non si tratta delle "nuove professioni" figlie del momento, trendy e, permettetemi, un po' inventate.

L'esperto in social media è e sarà sempre più necessario alle aziende.
Determinante nelle sue politiche di marketing e comunicazione.

Scrivo stimolato dall'ottimo post di Elena Franco sul sito BuzzTrainers e in parte come risposta allo stesso.
Vivere i social network è l'unico modo per conoscerli.
Questo mi sembra in pillole l'assunto di Elena che non posso che condividere approfondendolo.
Non dai manuali, ne tanto meno dai corsi universitari si può giungere a questo sapere.
Non si tratta di una critica agli approcci tradizionali della formazione, ma la semplice presa d'atto che i cambiamenti della rete sono + veloci del capacità di "assorbimento e riproposizione" delle normali istituzioni.
I social network sono diventati in pochissimo tempo una realtà determinante nelle dinamiche di mercato e i vari corsi, proposte formative non hanno ancora fatto in tempo ad adeguarsi o meglio coglierli.

Non rimane che viverli anche perchè sono fatti di persone.
Sottolineo però come proprio perchè si tratta di persone, non vi sono sostanziali differenze con l'off-line.
Non esistono quelli della rete...dobbiamo abbattere o meglio prendere consapevolezza che web e mondo reale sono la stessa cosa.
Le regole non scritte della rete sono declinate quelle della vita comune: non paga la falsità, è ripudiata la marketta commerciale proprio come accade se, mentre si parla in un bar, arrivo a piazzare la mia aspirapolvere.
Un mondo da conoscere ma non una realtà aliena.

Chiudo appoggiando a pieno il commento al post di Kawakumi che riporto in una sua parte:

"Per aiutare le aziende a muoversi strategicamente sui social media c’è bisogno di tante altre cose: un background che comprenda conoscenze di comunicazione, marketing, statistica, web, etc…"

Con mie parole, l'esperto in social network è un profondo conoscitore del marketing e comunicazione, che governa la realtà aziendale con appeal quasi manageriale, specializzato nelle dinamiche dei social network. 
Non necessariamente quindi il più introdotto nelle reti sociali che semmai può assurgere al ruolo di media.
Bensì un uomo che conosce le regole dell'agire aziendale ed è sintesi delle diverse conoscenze necessarie.