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Dario Ferrigato

Dario Ferrigato

Dario Ferrigato (Linkedin Profile) is Senior Consultant at (ADVB Strategic Minds), a worldwide network of indipendent marketing consultants.
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Internazionalizzare: alcuni pratici consigli.

Passerò da aspetti finanziari, a quelli assicurativi, sconfinando verso temi più specifici del diritto internazionale. Sarò disinvolto nelle tematiche, peccherò nella non univocità dei contenuti ma penso che vi offrirò comunque delle interessanti indicazioni nel caso vi apprestiate a varcare i confini nazionali.

Che vogliate commerciare con soggetti stranieri, che pensiate più profondamente di acquisire aziende straniere comunque non potrete non confrontarvi con logiche di valutazione societaria. Oggi la definizione di un corretto e veritiero rating è presupposto decisivo per le scelte imprenditoriali ed ancor di più in ottica internazionale. Si tratta di affidarsi a professionisti che possano fondare le loro analisi su metodologie il più possibile accurate. E' necessario un rating che esponga con chiarezza le basi informative da cui attinge le informazioni, che permetta comparazioni trans-nazionali ovvero attraverso principi di redazione contabile differenti.

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Il rischio si riduce attraverso informazioni attendibili ma può essere più tradizionalmente contenuto e razionalizzato attraverso gli strumenti assicurativi.
Tipicamente quando si parla di processi di internazionalizzazione e assicurazione, si intende riferirsi a rischi tipici quali quelli legati al paese e al credito. Voglio però portare alla vostra attenzione alcune insidie estremamente diffuse a cui il mondo assicurativo ha risposto con strumenti ad hoc.
Parto con la polizza Director and Officer che tende a proteggere manager e amministratori da richieste di risarcimento conseguenti al loro operare. In diversi paesi esteri, il rischio associato a tali eventi è molto elevato e quindi fornire strumenti di questo tipo può essere estremamente utile ad un imprenditore per attrarre professionalità di alto profilo che in tal modo si sentirebbero maggiormente garantite.
Vi sono paesi poi in cui le conflittualità legate a mobing, demansionamento, licenziamento discriminatorio sono molto probabili e quindi ove è molto utile il ricorso a strumenti assicurativi a hoc.
Purtroppo assume molta utilità anche la cosiddetta Crime Insurance che garantisce l'azienda nei confronti di frodi anche contabili e appropriazione indebita. Vi sono poi strumenti più evoluti che vanno a coprire nel caso di inadempimento del venditore di fronte ad acquisizione di società straniera terza.
Il concetto che deve essere chiaro è che internazionalizzando cambia il profilo di rischio a cui si è sottoposti e quindi deve anche cambiare il quadro degli strumenti assicurativi a cui ci si affida.

Chiudo i miei ragionamenti con un approfondimento di un paio di tematiche legate al diritto societario internazionale.
Sede secondaria o filiale estera? La prima ha il vantaggio dell'essere costituibile con maggiore facilità e quindi anche con minori costi. La seconda nella sua maggiore complessità garantisce la limitazione del capitale di responsabilità a quello della sola filiale; nel caso di sede secondaria invece è sempre la primaria a rispondere in solido per eventuali accadimenti. Va detto poi come l'assetto di una filiale garantisca l'ingresso di soci locali.
Un aspetto di estremo interesse è anche quello rappresentato dalle join-venture ovvero il contratto che disciplina la cooperazione tra più imprese avente ad oggetto la realizzazione di un specifico progetto economico. Benché realizzabile anche tra imprese italiane, esso viene normalmente utilizzato per le cooperazioni internazionali. Si pensi all'importanza nella conquista di un nuovo mercato delle conoscenze di un partner locale come testimoniano alcune operazioni di stretta attualità nel settore automotive. La join venture può essere o contrattuale o societaria: nel primo caso e per rapporti temporanei vi è solo un legame contrattuale, mentre nel secondo vi è una collaborazione più profonda rappresentata dalla nascita di una società dedicata.

A prescindere comunque dagli ambiti considerati, penso che il miglior consiglio sia quello di affidarsi a professionisti competenti in quanto, data la complessità della realtà economica, non è più il tempo di internazionalizzare in maniera artigianale e approssimativa.

Le informazioni alla base di questo scritto sono tratte da contenuti esposti durante il convegno "Il processo di internazionalizzazione: Strumenti evoluti per la valutazione e la gestione dei rischi associati" tenutosi il 9 marzo 09 presso Palazzo Mezzanotte, Piazza Affari MI, organizzato tra gli altri da modeFinance.

Come internazionalizzare attraverso operazioni di M&A

La pressione competitiva che giunge sempre di più da operatori esteri, una concorrenza che si ingenera anche da settori differenti a fronte della trasversalità delle tecnologie, impongono una sempre maggiore proiezione internazionale delle imprese.

Spesso si fraintende tra concetti di delocalizzazione e di internazionalizzazione pura. La prima presuppone la ricerca di fattori di produzione a minor costo, la seconda è volta alla replicazione dell'impresa in territorio straniero per la ricerca di mercati di sbocco.

Diverse sono le modalità con cui si possono perseguire gli obiettivi: ricerca di fornitori e distributori, collaborazione con terzisti esteri o più profonde operazioni di M&A.

L'imprenditore può avvalersi in tali prospettive di diverse figure:

  • Enti a sostegno dell'internazionalizzazione (ICE, Simest, SACE...)
  • Network imprenditoriali (associazioni confindustriali...)
  • Advisory Company
  • Fornitori di informazioni commerciali e rating societari internazionali

Se pensiamo a operazioni di M&A, appaiono di sicuro maggior interesse le ultime due tipologie di operatori.

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Fusioni e acquisizioni hanno la prerogativa di velocizzare il processo di internazionalizzare in quanto sfruttano il know-how dell'impresa target. Necessitano di capacità di analisi societaria, di abilità nella trattativa e non ultima di forza di governo dell'impresa acquisita.
Possiamo quindi identificare dei rischi correlati:

  • rischio paese (valutazione adeguata delle criticità insite nella nazione estera)
  • rischio operativo (analisi del contesto micro-economico dell'azienda target)
  • rischio del valore di acquisizione

Alcuni dati che riguardano il nostro paese: le operazioni di M&A adottate da imprese italiane sono calate drasticamente in valore nel periodo 07-08 ma al contrario sono aumentate nel numero. Ciò evidentemente significa un maggior ricorso da parte delle pmi a strumenti di questo tipo.

Chiudo questo approfondimento con dei consigli per gli acquisti:
in un periodo di carenza di liquidità conseguente ad una drastica stretta creditizia, le aziende con un buon cash-flow hanno delle notevoli opportunità di acquisire aziende a valori estremamente convenienti. Sono diverse le aziende che spesso sostenute da un buon brand, stanno operando in tal senso acquisendo società anche in settori differenti dove però si prevedono tassi di crescita consistenti.
Cina e sud-est asiatico per bacino di domanda e capacità produttiva sono oggi all'attenzione di diversi operatori mentre appaiono decisamente più rischiose le realtà dell'Est Europa.

Le informazioni alla base di questo scritto sono tratte da contenuti esposti durante il convegno "Il processo di internazionalizzazione: Strumenti evoluti per la valutazione e la gestione dei rischi associati" tenutosi il 9 marzo 09 presso Palazzo Mezzanotte, Piazza Affari MI, organizzato tra gli altri da modeFinance.