Parafraso così il meglio riuscito titolo del CorriereMotori Comprare un'auto? Gli italiani la scelgono online.
Alcune citazioni del pezzo:
"E' il quadro che emerge da una ricerca di Google che sarà presentata in questi giorni al «Top Dealer Forum» a Verona...
... Secondo lo studio della società di Mountain View, il 43% di chi è interessato a cambiare macchina si affida alla rete contro il 37% di quanti ancora si recano all'autosalone per richiedere preventivi e brochure...
le raccomandazione online rappresentano uno degli incentivi maggiori all’acquisto, così come i consigli sui social network. Si tratta di informazioni veloci e giudicate attendibili dai navigatori...
nel 2010 in Italia gli investimenti pubblicitari del settore automotive costituivano l'11% del totale davanti a radio (5%) e periodici (9%) ma dietro a Tv (51%) e quotidiani (16%), per quest'anno è previsto un aumento della quota di mercato superiore al 15%..."
In sintesi quasi la metà delle persone comprano una macchina se è ben giudicata in rete, le aziende dell'automotive sembrano accorgersene distribuendo più risorse sul web.
Ma a mio parere il punto non è conta il web investiamoci sopra, inondiamolo della ns comunicazione.
La vera domanda da porsi è cosa si conosce di quelle dinamiche di passaparola che si diffondono in rete, dove e come parla la gente.
Cosa si dicono per influenzare la scelta d'acquisto, dove ravvisano qualità e inadeguatezze del mezzo.
Solo capendo tutto ciò si può pensare a delle contromisure e quindi ad una comunicazione mirata.
Altrimenti si rischia di cadere in un'azione meramente quantitativa.
So che conta un mezzo, lo pratico ma non lo conosco.
Il processo virtuoso è importanza->comprensione->azione.
In maniera meno accademica si tratta di metter in piedi indagini di mercato su web che portino il management a capire come i loro clienti scelgono o peggio non scelgono i loro prodotti.
Tutto il resto è come voler entrare in una conversazione importante, urlando e soprattutto senza saper di cosa si parla!